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Afganistan

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Item title Descrizione Progetto
5 ONG Italiane in Afghanistan Cesvi, Gvc, Aispo, Intersos, Emergency Ong Italiane da 10 a 20 Ambientale 18-01-12

Sono cinque le principali ong italiane presenti in Afghanistan dove svolgono progetti umanitari per la popolazione. Si tratta di Cesvi, Gvc, Aispo, Intersos ed Emergency. Al momento gli operatori italiani che si trovano nel paese sono stimati fra i 10 e i 15. In gran parte, infatti, i progetti sono realizzati insieme a personale e partner locali e l'apporto degli italiani, di solito, è concentrato sul coordinamento.

- GVC è una ong laica. Ha sede a Bologna, è riconosciuta dal Ministero Affari Esteri e dall'Unione Europea. È nata nel 1971 ed è operativa in 29 Paesi, fra i quali appunto l'Afghanistan. Si occupa di accesso all'acqua, di formazione e di diritti dell'infanzia.

- AISPO (Associazione italiana per la solidarietà tra i popoli) fa capo all'ospedale San Raffaele di Milano. Dal 1985 è riconosciuta dal Ministero degli affari esteri. Ha progetti in molti paesi in via di sviluppo. Si occupa di interventi sanitari. In Afghanistan lavora ad Herat con due progetti di supporto ad altrettanti strutture sanitarie; il primo nell'ospedale pediatrico della città, il secondo nel reparto ustionati dell'ospedale generale.

- CESVI è una ong con sede a Bergamo e lavora in tutto il mondo con vari tipi di intervento, anche per il sostegno a distanza. È in Afghanistan dal 2001, inizialmente con programmi a favore dei profughi. I suoi interventi si concentrano per lo più nella ricostruzione delle scuole e in attività di sviluppo per donne e giovani, in particolare, per il reinserimento lavorativo e la formazione.

- INTERSOS. È una ong impegnata nelle emergenze, anch'essa riconosciuta dal Ministero Affari esteri; ha sede a Roma ed è presente in tutti continenti. Ha avviato progetti in Afghanistan dal 2001. Al momento, si occupa di rifugiati; in particolare, dal punto di vista della formazione, della costruzione di abitazioni e di reti idriche e fognarie.

- EMERGENCY. L'organizzazione fondata da Gino Strada che si occupa di vittime di guerra è presente in Afghanistan dal 1999. Finora ha curato oltre 2,6 milioni di persone. Gestisce una rete di 28 posti di primo soccorso e fra l'altro, tre ospedali (Anabah, Kabul, Lashkar-gah). Nel 2003 ha aperto un Centro di maternità ad Anabah. È anche impegnata in un programma di assistenza sanitaria ai detenuti delle maggiori carceri del paese e in un programma di integrazione lavorativa rivolto alle donne della valle del Panshir.

AFGHANISTAN, DONNE E BAMBINI

Il Coordinamento Italiano Sostegno Donne Afghane Onlus,  opera a favore dei diritti delle donne e della dignità della persona contro tutti i fondamentalismi e le guerre.I suoi scopi sono molteplici :
1.Mantenere viva l'attenzione sulla difficile e precaria situazione dell'Afghanistan
2.Far conoscere e affiancare alcune associazioni di donne afgane impegnate nell'attuazione di progetti volti a realizzare, nell'ambito dell'esistenza quotidiana, il diritto all'istruzione, al lavoro, alla salute, per tutti, e in particolare per le donne che il sopravvivere di una mentalità patriarcale inferiorizza ed esclude dalla sfera pubblica dell'agire politico, privando l'intero paese del contributo femminile alla costruzione di un futuro di pace e di democrazia.
3. Promuovere quel tipo di collaborazione orizzontale, che, essendo capace di accogliere i bisogni dell'altro/altra, non crea dipendenza in quanto "lascia essere" le donne afghane protagoniste del loro cammino di emancipazione e di liberazione
I loro progetti sono i seguenti:

1. aprire il maggior numero possibile di scuole di alfabetizzazione  per abbattere l'ignoranza e la mentalità tradizionale che rende schiavi e subalterni ai potenti e promuovere una coscienza civica egualitaria;
2. organizzare corsi professionali per consentire alle donne di lavorare e di valorizzare le loro capacità;
3. erogare micro-crediti alle vedove per permettere loro di mantenere i propri figli, sottraendole così all'umiliazione della prostituzione e dell'accattonaggio;
4. offrire protezione e cure alle donne che hanno subito violenza all'interno della famiglia;
5. accogliere i molti orfani in case-famiglia, dove possano crescere nel rispetto e nell'amore;
6. costituire unità sanitarie mobili con medici ed infermieri per rispondere al grande bisogno di salute in un paese dove un quarto dei bambini e delle bambine muore entro i primi cinque anni di vita per malattie curabili e il tasso di mortalità per parto è tra i più alti al mondo.
Formazione per donne afgane rifugiate in Pakistan. Sanità di base, adozioni a  distanza dei bambini afgani orfani.

EMERGENCY IN AFGHANISTAN

In Afghanistan dal 1999 , Emergency ha curato oltre 2.158.000 persone. Centri chirurgici , posti di primo soccorso , centri sanitari  , centri di maternità. Assistenza sanitaria ai detenuti delle maggiori carceri del paese.

PROGETTO EMERGENZA AFGHANISTAN

Intersos si occupa di emergenza alimentare, di apportare un sostegno alle attività lavorative delle donne, di cooperare per le infrastrutture civili, scuole, ospedali, centri di accoglienza per rifugiati  e di bonificare aree a rischio per la presenza diffusa di ordigni esplosivi.

 

PROGETTO JAMILA

Area: Kabul
Inizio del progetto: marzo 2003
Beneficiarie coinvolte dall’inizio del progetto: 1.800 donne

Lo scenario
Oltre venti anni di guerra hanno distrutto l'Afghanistan, azzerandone le infrastrutture e il tessuto economico-sociale. Fondazione Pangea è a fianco delle donne, da sempre discriminate, che hanno, oggi, la possibilità di assumersi nuovi compiti e partecipare attivamente alla ricostruzione del loro Paese.

Il progetto
Da marzo 2003 la Fondazione Pangea Onlus opera a Kabul, dove ha attivato un circuito di microcredito affiancando altri servizi di tipo finanziario e sociale in collaborazione con alcune ONG locali femminili. Le donne coinvolte vivono particolari situazioni di marginalità economica e/o sociale, e hanno tutte l’intenzione di ricostruire la vita loro e quella del loro nucleo familiare grazie alle loro abilità lavorative o idee di microimpresa. Le beneficiarie frequentano corsi di alfabetizzazione, aritmetica, diritti umani , igiene e salute riproduttiva. Al termine del percorso formativo, le donne ricevono un microcredito dall’entità variabile ( da un minimo di 150 a un massimo di 400 Euro) che consente loro di avviare un’attività generatrice di reddito.
Vengono inoltre organizzati incontri di animazione e socializzazione per favorire il dialogo e la solidarietà tra le donne. Alle beneficiarie è inoltre garantito l’accesso a cure sanitarie gratuite fino a un costo massimo che si stabilisce di volta in volta a seconda del bisogno.

I partner locali
Dal 2007 Pangea ha lasciato l’implementazione diretta del progetto alle donne afghane. HAWCA è subentrata come ong afghana partner principale, incorporando nella propria struttura lo staff che, in precedenza, era di Pangea.
Associazioni partner per il microcredito: AWRC, HPWO, ASCHIANA.
I partner sono coinvolti anche nel progetto “Afghanistan-Nel mio intimo c’è la Vita!”

Progetti e Iniziative in Afghanistan

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